Il museo della tipografia

Il museo della tipografia

Il museo della tipografia. Quello noto come il Museo della Tipografia italiano è nato quando, a metà degli anni novanta, la digitalizzazione fece temere la totale sparizione della carta; questa paura quindi indusse a raccogliere caratteri, matrici, macchine per stampare, punzoni ecc… che hanno fatto la storia della nostra nazione e a dare vita alla Tipoteca Italiana.

A Cornuda, in provincia di Treviso, la famiglia Antiga, già titolare di un’impresa grafica, aveva avuto l’idea di realizzare un museo di questo tipo; pertanto la loro impresa lasciò il posto alla Tipoteca, dentro la quale raccolsero tutti i pezzi storici della stampa e del design tipografico.

Queste persone percepirono il rischio di perdere pezzi unici che hanno fatto la storia della carta, invenzioni che hanno migliorato le tecniche, le idee, le storie dei personaggi, degli imprenditori e dei designer.
Il fattore interessante è determinato dal fatto che nel museo italiano sono mostrati dei pezzi del tutto funzionanti e con i quali sono stati stampati libri d’arte e non solo. Sono oltre diecimila le persone che ogni anno visitano il museo.

I designer giungono da ogni parte del mondo per rivivere quest’arte per come è nata e per impararla di nuovo partecipando a seminari, corsi, meeting e workshop.
Sono tanti anche i grafici che arrivano qui per misurarsi con un mondo denso di idee ed elementi riutilizzabili per dare vita a progetti brillanti e interessanti.
Le storie narrate nella Tipoteca sono tante ed emozionanti: vediamone qualcuna insieme.

Storia di un carattere triennale

Nel 1933, Guido Modiano disegnò dei caratteri modernisti detti “Triennale”. Questa serie di caratteri, che comprendeva vari corpi (12, 18, 24, 36, 48, 60), fu utilizzata principalmente nel settore pubblicitario, oltre che per realizzare scritte a rilievo murali. Nell’area in cui è presente l’Archivio dei caratteri della Tipoteca di Cornuda oggi sono conservati alcuni corpi della Triennale realizzati in legno e in piombo.

La storia di una tecnologia: Optima, la pianocilindrica massiccia e precisa

Nel museo è conservata anche la pianocilindrica tipografica Optima, una macchina per stampare che risale al 1908 e costruita dalla Nebiolo, la maggiore azienda tipografica del Paese di tutto il novecento. Si tratta di un macchinario robusto e preciso che stampava in maniera qualitativamente ottima fino a 1.500 copie l’ora e che consentiva di optare per uno dei tantissimi modelli diversi in base al formato di stampa di cui si aveva bisogno; nella macchina, inoltre, si potevano immettere fogli di misura variabile.

Quello esposto in Tipoteca è un modello realizzato nel 1914 a Torino e che proviene dalla tipografia cuneese Ghibaudo; per via della sua maestosità è stata posizionata nel salone principale e ancora oggi è usata per riprodurre libri d’arte.

La storia di un’azienda gloriosa: la fonderia Nebiolo di Torino

Merita certamente un capitolo a parte dentro il museo tipografico la vicenda della Nebiolo, una piccola fonderia di caratteri rilevata dall’omonimo Giovanni, il quale, nel 1878, diede vita a un’impresa lavorativa che ha marcato con un’impronta indelebile la storia tipografica del nostro Paese.

La vera e propria Nebiolo nacque però solo nel 1880, per espandersi ulteriormente otto anni dopo, quando decise di non limitarsi più a produrre esclusivamente caratteri ma anche macchine da stampa. Inizialmente si trattava di modelli perfetti per le piccole tipografie italiane molto diffuse su tutto il territorio. Nel 1900 la Nebiolo produsse anche macchinari più grossi, adatti a imprese di maggiori dimensioni e dedite, ad esempio, alla stampa di giornali e rotocalchi: tra questi c’era anche il Corriere della Sera.

Conclusioni

Le storie appena elencate non sono che alcune delle tante vissute dalle imprese che hanno preso vita durante gli anni in tutta la nostra penisola. Alla Tipoteca è possibile ammirare non solo questi strumenti che hanno fatto della stampa un’arte, ma anche leggere tanti documenti e libri che raccontano ancora meglio l’accattivante mondo della tipografia.

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