Il glossario del tipografo

Il glossario del tipografo

Il glossario del tipografo. Il mondo della tipografia, così come diversi altri, è caratterizzato da una serie di termini tecnici e specifici che identificano un’azione oppure un particolare strumento che deve essere sfruttato dal tipografo. Vediamo qualche termine che caratterizza quest’ambito e cosa significa.

Vivo, un termine per il taglio di un’immagine

Il termine Vivo è un vocabolo che nel settore della tipografia assume un significato molto importante, visto che indica un’azione di riduzione che deve essere compiuta sull’immagine. Questo termine riguarda infatti il taglio dei margini di una foto che, magari, in un primo istante dovevano essere inclusi nel lavoro finale.

Il taglio indica inoltre una parte di scarto che deve essere rimossa affinché la qualità dell’immagine possa essere migliorata. In inglese questa operazione viene definita con il termine Bleed, che indica il sanguinamento dell’immagine, che inizialmente viene appunto come ferita per poi subire un netto miglioramento.

L’abbondanza, una parte fondamentale dell’immagine

L’abbondanza sta a indicare una parte del foglio fondamentale che, in passato, rappresentava un margine extra di due millimetri. Quando il settore della tipografia nacque, l’abbondanza veniva tagliata manualmente: si trattava di una parte aggiuntiva dell’immagine che, oltre a essere superflua, consentiva di avere un margine di errore leggermente superiore rispetto ai tempi moderni.

I macchinari rudimentali, che non godevano del livello di precisione di cui si possono beare quelli attuali, di solito rimuovevano quei due millimetri di bordo extra durante la fase di taglio. L’abbondanza, quindi, serviva a proteggere l’immagine vera e propria, evitando che il taglio potesse essere effettuato sul lavoro finale e quindi rovinarla.

Oggi, quando si parla di abbondanza, si fa riferimento solo ed esclusivamente a quel millimetro extra di bordo che, nella maggior parte dei casi, non viene nemmeno rimosso da parte del macchinario. Il livello di precisione che caratterizza le attuali tecnologie, quindi, consente di avere un foglio perfetto privo di queste particolari imprecisioni, garantendo una qualità dell’immagine che tende a rimanere intatta.

La forma di stampa

Questo termine rappresenta il fulcro centrale della tipografia, che deve quindi essere appreso e conosciuto in maniera sicura e precisa quando si lavora in questo settore. Con la forma di stampa si fa riferimento al tipo di piegatura che deve essere data a quel determinato lavoro e che caratterizza, quindi, quel lavoro finale che deve essere svolto. Per esempio una forma di stampa potrebbe essere quella delle brochure, che richiedono un tipo di piegatura differente rispetto quella che, invece, bisogna dare a un altro lavoro.

Occorre quindi conoscere tutte le diverse tipologie di forma di stampa affinché sia possibile ottenere un risultato finale ottimale e soprattutto che si possa prevedere anche il minimo errore, facendo quindi attenzione a come il suddetto lavoro viene svolto. Sapere esattamente quale sia la forma di stampa di un progetto garantisce un ottimo risultato finale e la possibilità di soddisfare completamente un cliente.

La bruciatura dell’immagine

Questo è uno dei termini che nella tipografia non viene visto di buon occhio in quanto indica un errore di stampa che potrebbe non essere preventivato. La bruciatura è indicata da quella piccola macchia bianca che, molto spesso, si presenta su un lavoro finito e che ne limita la qualità. Questo genere di errore deriva da fattori esterni che si presentano all’interno della macchina.

Per esempio una bruciatura potrebbe palesarsi nel momento in cui quel macchinario non viene adeguatamente pulito, quindi al suo interno è presente un granello di polvere oppure un pelo che, effettivamente, ha un impatto negativo sull’immagine che deve essere stampata. Quando questo accade, inoltre, si rischia di dover svolgere nuovamente il medesimo lavoro, visto che la qualità dell’immagine che viene stampata è tutt’altro che congrua alle proprie esigenze.

La macchina ferma, il terrore delle tipografie

Infine il termine che in una tipografia deve essere sempre evitato e che fa venire i brividi agli addetti è quello che viene indicato con macchina ferma, In questo caso si fa riferimento a un lavoro che deve essere necessariamente interrotto in quanto si devono apportare delle modifiche importanti a quel tipo di immagine e lavoro.

La macchina ferma rappresenta quindi una situazione che si dovrebbe sempre evitare dato che questa condizione comporta un sostanziale rallentamento dei lavori e un allungamento delle tempistiche di lavorazione. Pertanto è necessario prestare la massima attenzione a questo particolare caso visto che, in una tipografia, gli errori e la macchina ferma vogliono dire anche professionalità e attenzione che sono mancate in fase di rifinitura e controllo del lavoro finale.

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